sabato 31 ottobre 2009

Il libro nero della NBA


Le stelle vanno protette. Sempre. E a tutti i costi. Questa è la NBA raccontata nel libro-scandalo di Tim Donaghy. Sì, quello che scommetteva sulle stesse partite che arbitrava, che - nel caso - le partite le "aggiustava" per incassare le vincite. Scoperto, si è fatto 15 mesi di carcere. Secondo Donaghy, nella Lega vige una legge non scritta: quando la partita diventa molto fisica, specie nell'ultimo quarto e durante i playoff, bisogna fischiare falli che altrimenti non verrebbero sanzionati. Con la raccomandazione di non fischiarli mai alle superstar. l'obiettivo: avere le stelle in campo fino alla fine per tenere alta l'audience televisiva. Nel libro Blowing The Whistle, letteralmente "dare aria al fischietto", racconta retroscena inediti dei suoi tredici anni da arbitro professionista. Donaghy, personaggio comunque screditato, condannato per frode sportiva, parla - per esempio - di Raja Bell, sgradito a Kobe Bryant perché su di lui l'ex Suns difendeva alla morte.
Secondo Donaghy, al raduno degli arbitri NBA, quando nei video dimostrativi compariva Bell, la raccomandazione era sempre la stessa: il fischio sistematico, contro Raja Bell.
Un po' come se, nel calcio, per tutelare i campioni e quindi lo spettacolo - il designatore Collina raccomandasse alla sua "squadra" di fischiare a ogni contatto su Eto'o, Diego, Cassano, Ronaldinho, Totti.
La casa editrice - si dice su pressione della NBA - ha ritirato il libro dal mercato. ufficialmente perché privo del nullaosta del suo ufficio legale. Ufficiosamente, per paura di una causa multimilionaria da parte di un altro ufficio legale, piuttosto potente, quello della NBA. Rispetto alle altre, questa per Donaghy è una partita più difficile da aggiustare.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

sabato 10 ottobre 2009

Serie A, è caccia a Siena

A Simone Pianigiani, coach dell'imbattibile - almeno in Italia - Montepaschi, non piace solo vincere.
Piacciono anche le buone letture e i bei film.
E il titolo del campionato di basket numero 88 che sta per partire, per il terzo anno consecutivo, non può che essere "La caccia": a Siena, che insegue il poker consecutivo che in Serie A manca da cinquant'anni; l'ultima fu la Simmenthal Milano.
Già, Milano. L'anno scorso è stata la migliore delle "umane", trascinata da quel David Hawkins che da due stagioni è l'eterno secondo: con Roma prima, con l'Olimpia poi. Per la serie: se non puoi batterli, alleati con loro.
Perso Hawkins, la nuova Armani Jeans di Petravicius e Maciulis parla lituano e insegue il titolo con un sesto uomo di lusso, Mancinelli, l'ex capitano della Fortitudio condannata a ripartire dai Dilettanti.
Anche Siena però ha una caccia da portare a termine, dopo le delusioni delle ultime due stagioni: si chiama Eurolega, sogno sfumato, un anno fa, a un passo dalla Final Four di Berlino. Quest'anno con Zisis per Finley in regia, Hawkins a dare fisicità e talento al reparto esterni e Marconato per minuti di qualità sotto canestro, la troupe di Pianigiani è da Oscar.
Alle due Virtus, Roma con "Terminator" Hutson e Bologna con un coach-garanzia come Lardo, il ruolo di coprotagoniste.
In attesa di scoprire se Teramo, Ferrara e Biella sapranno ripetersi, se la giovane Treviso di Hackett maturerà in fretta, se e quanto le neopromosse Varese e Cremona patiranno il salto di categoria. E chissà che copione reciteranno le altre: le rifatte Avellino, Caserta e Montegranaro, la più povera di talento Cantù, la rediviva Napoli e la scommessa Pesaro.
Se il basket azzurro sta scrivendo le sue pagine più tristi, la Serie A è un thriller più avvincente che mai. La caccia è aperta.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO
christian.giordano@skytv.it

giovedì 8 ottobre 2009

Nasce la BBA, la NBA d'Albione

In Italia, qualcuno ci ha già ha provato a unire, sotto un unico marchio, calcio e altri sport, ma di quell'esperimento - la polisportiva Mediolanum - ci si ricorda solo per l'esordio - alla scrivania - di Fabio Capello.
Adesso qualcuno vuole riprovarci, ma con il solo basket e in Inghilterra dove la palla a spicchi ha una tradizione tutta da costruire. Come gli impianti.
La nuova lega, come annunciato dal Financial Times, sarà formata da 8 club della Premier League di calcio e si chiamerà BBA (British Basketball Association). Fra gli altri ci saranno anche le big four: Arsenal, Chelsea, Liverpool e Manchester United.
Sarà, insomma, una specie di NBA inglese.
E anche una sorta di contrappasso per una Premier League sempre più americana: 5 club su 20 appartengono infatti a magnati statunitensi: i Glazer al Manchester United, la coppia Hicks-Gillett al Liverpool, Lerner all'Aston Villa, Kroenke socio minoritario (ma non troppo: 28%) all'Arsenal e, last but not least, Short al Sunderland.
Il nuovo campionato professionistico - che partirà a novembre 2010 e avrà una regular season di 42 partite - è stato lanciato proprio in concomitanza con l'amichevole di pre-stagione, Chicago Bulls-Utah Jazz, che la NBA ha tenuto a Londra.
Il progetto prevede investimenti per 25 milioni di dollari e ha avuto l'avallo del Commissioner NBA, David Stern. Il terreno per il Dream Team di Londra 2012 va preparato per tempo.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO
christian.giordano@skytv.it

mercoledì 23 settembre 2009

Super Spagna, adesso basta


Sì, va bene, siete forti, ma adesso può bastare. L'anno magico della Furie Rosse è stato il 2008, ma forse nessuno le ha avvertite che l'anno d'oro era finito. E così, dopo gli Europei di calcio e la Coppa Davis di un anno fa, nel 2009 sono finite in Spagna la Champions League col Barcellona, il Tour de France con Alberto Contador, l'oro nel calcio ai Giochi del Mediterraneo e ora, nella finale di Katowice con la giovane Serbia, quello europeo nel basket. Il primo per la Spagna dei canestri, il secondo per un coach italiano, Sergio Scariolo, dopo Sandro Gamba a Nantes '83.
Accade nel giorno di un altro successo spagnolo, quello di Alejandro Valverde alla Vuelta, che ha visto sul podio anche Samuel Sanchez, un altro che, al Mondiale di domenica, cercherà di colorare di giallorosso anche le strade di Mendrisio. Per togliere agli azzurri di Franco Ballerini il quarto titolo consecutivo.
Giusto dieci anni fa, a Verona, lo spagnolo Oscar Freire vinse la prima delle sue tre maglie iridate e il nostro Damiano Cunego conquistò quella degli juniores. Protagonista alla Vuelta, potrebbe essere proprio lui, il veronese, ad avvertire le Furie Rosse che il 2008 è finito e il 2009 quasi. E che sono forti, sì, ma adesso può bastare.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO
christian.giordano@skytv.it

giovedì 6 agosto 2009

Serie A 2010, caccia al secondo posto

Tutti a caccia di Siena, come al solito.
Mancano due mesi all'inizio del campionato di basket e secondo molti osservatori il finale è già scritto.
Eppure la compilazione dei calendari promette sorprese ed emozioni.
A cominciare dal primo atto: la Supercoppa, che domenica 4 ottobre si giocheranno il Montepaschi, scudettato per il terzo anno in fila, e la Virtus Bologna, finalista perdente della Coppa Italia.
Coppa Italia che si chiuderà con la Final Eight dal 18 al 21 febbraio.
In mezzo, un campionato che comincia subito forte.
La Nuova Sebastiani, sospesa fra Rieti e Napoli, avrà un battesimo di fuoco: al vecchio Palamenssana di Siena. Roma ospita Cremona.
Nella prima giornata anche la classica Cantù-Treviso e il derby lombardo fra Milano e la neopromossa Varese. Una partita particolare per la storia e per Jobey Thomas. La guardia, ex Olimpia e da sei anni in Italia, è infatti il grande colpo della Cimberio.
La Armani Jeans, da parte sua, ha rimpiazzato con l'azzurro Mancinelli l'americano Hawkins, andato a rinforzare - come se ce ne fosse bisogno - la corazzata Montepaschi.
La regular season si concluderà il 15 maggio, i playoff inizieranno cinque giorni dopo. E lì sapremo chi, Stonerook e compagni, si troveranno di fronte.
Poi tutti a tifare per Siena in Eurolega. Se si distrarrà in Europa, le avversarie avranno almeno una chance. L'importante è non smettere di crederci.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

giovedì 25 giugno 2009

Draft 2009, Griffin come Rose


"WITH THE FIRST PICK IN THE 2008 NBA DRAFT THE CHICAGO BULLS SELECT... DERRICK ROSE... FROM UNIVERSITY OF MEMPHIS..."
Un anno fa finì così: con David Stern che annunciava Derrick Rose prima scelta assoluta dei Chicago Bulls.
Dodici mesi dopo, terminato il conto alla rovescia, il commissioner NBA non potrà che ripetersi e rendere ufficiale un epilogo scontato. Basterà cambiare l'anno e i nomi.
"Con la prima chiamata del Draft NBA 2009 i Los Angeles Clippers scelgono... Blake Griffin, University of Oklahoma.
Ma a parte Griffin (nella foto), ala forte fisica e potente, il Draft NBA 2009 è tutto da scrivere.
Molto dipenderà dal 19enne Ricky Rubio, geniale fenomeno spagnolo, che ha già fatto intendere di non gradire Memphis, che chiama col numero 2. Rubio alla fine potrebbe potrebbe andare a Sacramento, che sceglie per quarta.
Attenzione, però. Le scelte si possono cedere e scambiare.
C'è molta attesa anche per Hasheem Thabeet e Stephen Curry.
Thabeet, centro tanzaniano di 2 metri e 21, stoppatore implacabile, è una bella scommessa.
Curry non arriva al metro e novanta e pesa 80 kg, ma è capace di tutto e non ha paura di niente e di nessuno. Potrebbe andare a Minnesota.
North Carolina, campione NCAA in carica, dovrebbe trattenere nello Stato, a Charlotte, col numero 12, l'ala grande Tyler Hansbrough.
C'è anche aria di Serie A: l'ex Roma Brandon Jennings con la 7 potrebbe andare ai Warriors di Belinelli.
Il nostro Daniel Hackett è più vicino a Treviso che a una chiamata al secondo giro.
Ma è solo una speranza. La certezza, al numero uno, si chiama Blake Griffin.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO
christian.giordano@skytv.it

Draft, una scienza inesatta


Niente Michael Jordan, Kobe Bryant o LeBron James, al Draft di quest'anno.
E niente italiani, dopo che per tre anni ne abbiamo sempre avuto almeno uno. Andrea Bargnani prima scelta assoluta nel 2006, Marco Belinelli l'anno dopo e Danilo Gallinari nel 2008.
Quello del 2009, mettiamolo subito in chiaro, sarà un Draft NBA senza grossi nomi. E con un numero uno già scritto: Blake Griffin, ala grande al secondo anno da Oklahoma, ai Los Angeles Clippers.
Il resto, invece, è tutto da scrivere. E il Draft, si sa, è una scienza sì, ma tutt'altro che esatta. Lo studio dei giocatori, quello sì, è scientifico, ma la fortuna e le circostanze contano eccome. Lo dimostra la storia.
Nel 1984 gli Houston Rockets chiamarono col numero 1 Akeem Olajuwon. Al numero due, Portland - che aveva bisogno di un centro - snobbò Jordan e scelse Sam Bowie. MJ, il più grande di sempre, finì a Chicago con il numero tre. Ma questo è solo l'esempio più clamoroso. La fortuna, come detto, è importante. Eccome.
Nel 1969 i Bucks vinsero - alla monetina! - il diritto a chiamare per primi e così Lew Alcindor, il futuro Kareem Abdul-Jabbar , finì a Milwaukee anziché ai Phoenix Suns. Nel '96 Charlotte pescò il liceale Kobe Bryant col numero 13, ma lo cedette, per Vlade Divac, ai Los Angeles Lakers che avevano appena preso Shaquille O'Neal. E si potrebbe continuare. Perché il Draft, più che una lotteria, è un terno al lotto.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO
christian.giordano@skytv.it
Da sinistra nella foto, Draft NBA 1984: Akeem (ancora senz'acca davanti) Olajuwon e David Stern (in versione "Drive in", con baffetti da sparviero molto anni Ottanta)

venerdì 12 giugno 2009

Siena-Milano e i granelli di rabbia

Non domina, ma vince lo stesso, Siena. Dal +23 di gara1, al +13, 79-66, di gara-2. A cosa può aggrapparsi, adesso, Piero Bucchi? Forse ai 12 mila del Forum - già esaurito per gara3 e gara4 - per ribaltare un copione scontato.
Ma non è detto che basti, anzi. Perchè Bucchi, stavolta, le ha provate tutte, compresi la zona 2-3 e Hall-Katelynas lunghi nel quintetto senza un centro di ruolo.
E una Milano meno passiva rispetto a gara1, con la zona e non solo, un po' di sabbia l'ha infilata nei perfetti ingranaggi toscani. Non abbastanza, però. Trascinata in avvio da Taylor, 8 punti sui 13 dei suoi, l'Armani prova a scappar via, con grinta e reattività. Ma quando Taylor si fa male alla caviglia, per i milanesi è l'inizio della fine. Insomma, non c'è davvero niente da fare.
Anche perché dall'altra parte si scatena Kaukenas: 16 punti, con 4 triple, tutti nel secondo quarto. Siena entra nel quarto periodo sopra di 16, l'Armani reagisce ma poi per il Montepaschi, con Sato e Lavrinovic, arriva il 10-0 del +20.
Anche nelle serate normali Siena vince quasi senza soffrire. A Milano, per allungare, la serie servirà ben altro.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO
christian.giordano@skytv.it