
Le stelle vanno protette. Sempre. E a tutti i costi. Questa è la NBA raccontata nel libro-scandalo di Tim Donaghy. Sì, quello che scommetteva sulle stesse partite che arbitrava, che - nel caso - le partite le "aggiustava" per incassare le vincite. Scoperto, si è fatto 15 mesi di carcere. Secondo Donaghy, nella Lega vige una legge non scritta: quando la partita diventa molto fisica, specie nell'ultimo quarto e durante i playoff, bisogna fischiare falli che altrimenti non verrebbero sanzionati. Con la raccomandazione di non fischiarli mai alle superstar. l'obiettivo: avere le stelle in campo fino alla fine per tenere alta l'audience televisiva. Nel libro Blowing The Whistle, letteralmente "dare aria al fischietto", racconta retroscena inediti dei suoi tredici anni da arbitro professionista. Donaghy, personaggio comunque screditato, condannato per frode sportiva, parla - per esempio - di Raja Bell, sgradito a Kobe Bryant perché su di lui l'ex Suns difendeva alla morte.
Secondo Donaghy, al raduno degli arbitri NBA, quando nei video dimostrativi compariva Bell, la raccomandazione era sempre la stessa: il fischio sistematico, contro Raja Bell.
Un po' come se, nel calcio, per tutelare i campioni e quindi lo spettacolo - il designatore Collina raccomandasse alla sua "squadra" di fischiare a ogni contatto su Eto'o, Diego, Cassano, Ronaldinho, Totti.
La casa editrice - si dice su pressione della NBA - ha ritirato il libro dal mercato. ufficialmente perché privo del nullaosta del suo ufficio legale. Ufficiosamente, per paura di una causa multimilionaria da parte di un altro ufficio legale, piuttosto potente, quello della NBA. Rispetto alle altre, questa per Donaghy è una partita più difficile da aggiustare.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO


